Vorrei spendere due parole per parlare del problema di fondo. Cercare il motivo per cui molte persone odiano il computer, e lo usano con riluttanza. Non è secondo me un problema specifico legato al computer, ma al ruolo che la tecnologia gioca nella vita delle persone. Alcune ne sono appassionate, altre inorridite. Ma non è questo ciò di cui scriverò oggi, oggi voglio abbandonare per un momento gli aspetti tecnici e freddi del mondo virtuale (ma che vedremo che tanto virtuale non è) per scrivere dell‘umanesimo di Internet.
Nonostante le autorità costituite cerchino in ogni modo di arrivare a controllare la grande rete così come si controllano i giornali e le televisioni Internet è ancora un pianeta relativamente libero. In cui non solo ognuno può dire quello che gli pare, ma ha anche i mezzi che permettono al suo messaggio di essere letto potenzialmente da una quantità smisurata di persone in tutto il mondo. E la differenza è proprio questa. Io, insignificante miliardesimo dell’umanità sto qui a scrivere come se tutto il mondo potesse leggere il mio messaggio. La consapevolezza di questa opportunità, e soprattutto la consapevolezza del patrimonio umano che deriva da questa molteplicità di vedute rende in qualche modo possibile un nuovo umanesimo. La tecnologia mette in grado tutti gli uomini di esprimere la propria semplice umanità.
A parte tutte le varie deviazioni, che a volte facciano pensare che l’umanità sia proprio arrivata alla frutta, vorrei segnalare alcuni progetti nati in rete che riflettono questa sorta di partecipazione collettiva all’umanità.
Il progetto probabilmente più ambizioso è quello di Wikipedia che si propone di essere una enorme enciclopedia i cui contenuti siano consultabili e disponibili liberamente per qualsiasi uso e che sia scritta da una enorme comunità di volontari, che cerca con l’aiuto di tutti di raggiungere quella neutralità che per un singolo è impossibile. Una enciclopedia disponibile in una quantità mostruosa di lingue, perché il sapere non deve avere limiti linguistici. Lo so… è un progetto folle, dallo sviluppo caotico e contraddittorio (decine di voci sui Pòkemon e magari solo poche righe su Gentile da Fabriano). Ma la cosa più impressionante è vedere che la comunità è in grado di autoregolarsi, e tra contrasti, tensioni, litigi, scherzi, battute, interminabili discussioni e colpi di mano l’opera cresce.
Con ricadute più pratiche è interessante la rete mondiale chiamata World Community Grid, un progetto di ricerca scientifica a scopo umanitario in cui gli utenti della rete mettono a disposizione un po’ della potenza di calcolo del loro computer per fornire agli scienziati l’equivalente di un grande e costoso calcolatore per i loro progetti. I progetti supportati dal sistema vanno dallo sviluppo di vaccini per le malattie tropicali, alla ricerca sull’AIDS, allo studio delle evoluzioni climatiche ecc.
L’altro progetto, forse il più emblematico di questo umanesimo è il Sistema Operativo chiamato proprio Ubuntu, che è una parola africana il cui significato è proprio quello di un profondo e rispettoso umanesimo. La cura dell’umanità. Lo scopo di questo progetto è creare un Sistema Operativo che sia libero, facile da capire ed usare e disponibile per tutti. Sviluppato anche questo da una grande comunità di programmatori e appassionati che lo fanno per i motivi più vari… dall’acquisire una professionalità all’attenzione verso gli altri.
La parola comunità è quindi una parola chiave del freddo mondo di Internet…. che poi, forse, tanto freddo non è.